Domanda alla quale potrei rispondere con qualche bella frase zen paradossale o metafora. Lo Zen e gli insegnamenti degli antichi Maestri ne sono pieni, ma troppo spesso nello Zen ci si nasconde dietro un’immagine di inspiegabilità dell’evidenza.
Nel “Tao Te Ching, Il Libro della Via e della Virtù”, Lao Tze diceva: «Il Tao che si può nominare non è il vero Tao». Così molti maestri taoisti e zen tacciono, o rispondono con affascinanti frasi intellegibili mirate a smuovere la mente e la coscienza dell’ascoltatore. In realtà, però, per essere scossi dalle frasi o dai koan zen, bisogna già aver fatto un certo percorso e il rischio è che molti, alla fine, non comprendano lo Zen e lo vedano avvolto in un alone tra il trascendente, il mistico e la cura mentale.
Cosa significa essere Maestri Zen?
9 08 2010Commenti : Lascia un commento »
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Rivolgersi alle pratiche spirituali per uscire dalla sofferenza
2 08 2010Maestro, qual è il suo consiglio?
Diane Shainberg, una psicoterapeuta vicina al Buddhismo, riguardo all’evoluzione della consapevolezza umana dice: «Da ciò che sappiamo della nostra intima, personale esperienza spirituale, la fonte della sofferenza non si esaurisce praticamente mai. Non cesseremo mai di respirare e non smetteremo mai di arrabbiarci. È solo una questione di gradazioni. Alla fine, dovremo trascendere tutti i nostri tipi di dolore psicologico».
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Maestro, cosa offre la pratica Zen?
26 07 2010Offre quello che io mi offro. Tutto dipende dal mio impegno.
Lo Zen non è come si usa dire una religione del libro, non ha ricette dogmatiche e univoche da seguire, non è una verità rivelata da rivelare. È un cammino di spoliazione, purificazione del proprio ego per rinascere ad un Io Universale, per ritrovare ciò che real-mente siamo.
La pratica spirituale offre un accesso allo spazio interiore. Il semplice sedersi in meditazione permette a chi ne fa esperienza di creare uno spazio tranquillo. All’interno di esso, l’accesso ai propri pensieri, sensazioni, fantasie e sentimenti, quelli veri del proprio essere, non quello di un falso io, rappresenta una vera possibilità di guarigione.
Maestro Tetsugen
(Tratto da Interviste Immaginarie Lo Zen come specchio dell’io. A Colloquio con Tetsugen Zendo)
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Maestro, un suggerimento per illuminarci?
22 07 2010Purificarci dall’idea di Io.
Maestro Tetsugen
(Tratto da Interviste Immaginarie Lo Zen come purificazione dall’io. A Colloquio con Tetsugen Zendo)
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La parola Illuminazione ha un significato nella vita d’oggi?
13 07 2010C’è posto per l’Illuminazione o rimane un lusso per pochi?
Illuminazione è quando nel buio della sera si accendono i lampioni: la via appare chiara e si può seguirla senza inciampare. La via è la nostra vita, il buio la nostra mente non illuminata. La ricerca dell’Illuminazione nasce proprio dalla difficoltà a vedere la nostra vita, a vivere la nostra vita al meglio. Direi che un lusso, uno stupido lusso, è rimanere al buio e non cercare di vivere la vita al meglio per noi e per gli altri. Rimanere al buio non è un risparmio energetico, al contrario è altamente dispersivo, depressivo e deprivante della vita.
Maestro Tetsugen
(Tratto da Interviste Immaginarie Lo Zen come purificazione dall’io. A Colloquio con Tetsugen Zendo)
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Maestro, qual è la sua principale pratica Zen?
1 07 2010L’osservazione, che porta alla concentrazione, che mi porta alla comprensione, che porta alla consapevolezza di ciò che osservo e che di conseguenza mi fa agire spontaneamente in maniera consapevole.
Tutto questo nello Zen ha un nome: Zazen!
La parola “zazen” può essere tradotta con “meditazione”, ma osservare non è meditare. Osservare è oltre la meditazione. È nel cuore della meditazione. L’osservazione consapevole di se stessi e della vita non implica il meditare sulla propria vita, per quanto possa essere utile anche questo. Non si tratta di un calcolo filosofico: osservare e basta e tutto si rivela.
Quando guardate un dipinto e lo osservate con mente libera senza classificarlo, senza voler sapere cosa esprime, allora arriva il momento in cui il dipinto si rivela e vi dice tutto. Diversamente, se leggete tutto dell’artista, della critica, della tecnica del dipinto, per quanto utile e interessante, saprete solo, ma sapere non è essere.
Dobbiamo imparare ad osservare e basta. Ecco allora le pratiche Zen d’aiuto, gli insegnamenti dei Maestri.
Maestro Tetsugen
(Tratto da Interviste Immaginarie Lo Zen come purificazione dall’io. A Colloquio con Tetsugen Zendo)
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Ci sono Amore e Poesia della Vita nello Zen?
14 06 2010O è solo un freddo calcolo razionale di come vivere meglio?
La Poesia è un’avventura emozionale che viene espressa attraverso le parole. Quando le parole nascono da sentimenti liberi non condizionati, ogni parola è poesia.
L’Amore è un sentimento che nasce dalla libertà, ma si può iniziare ad amare tutti se il cuore discrimina tra me e te, tra noi e voi e loro? L’amore ha due aspetti: uno personale e uno totale. Quello personale è rivolto alla persona per la sua simpatia o perché ci piace fisicamente o c’è un legame di parentela. Si amano i gigli, il proprio compagno, la moglie, i genitori. Si arriva ad amore profondo anche tra amici. Ci si può persino innamorare del proprio lavoro o di se stessi. Poi c’è l’Amore totale, che è quello che va alla radice delle persone, non alla loro apparente manifestazione o alla nostra personale soddisfazione. L’Amore totale è amare tutti gli esseri non per come sono o per quello che sono. È un Amore che va alla radice dell’uomo, che nulla ha a che vedere con simpatie, antipatie e parentele.
Liberiamo il cuore dalla discriminazione.
La pratica Zen non è un calcolo matematico, non è una formula chimica, né un credo religioso. Nasce dall’amare la Vera Vita: essere amati e vivere la vita come una meravigliosa poesia.
Sarà per questo che molti maestri Zen sono stati poeti, scrittori e pittori.
Maestro Tetsugen
(Tratto da Interviste Immaginarie Lo Zen come purificazione dall’io. A Colloquio con Tetsugen Zendo)
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Che consigli potrebbe darci, in linea con la filosofia Zen, per esprimere liberamente la nostra Vita?
7 06 2010Lo Zen non è una filosofia. Lo Zen è lo Zen! Lo Zen sfugge da ogni etichetta. Diversamente, sarebbe solo una parte della vita e non tutta la vita.
Se però parliamo di pratiche Zen e di meditazione Zen, sarebbe come se lei mi chiedesse: “Quali consigli per tornare a vivere meglio la nostra vita?”. Allora, direi che con la pratica meditativa (per quanto questa parola non si addica molto allo Zen), così come attraverso gli insegnamenti Zen, si ritrova la capacità di isolarsi dalla catena dei soliti pensieri e degli schemi che questi creano. Sarebbe come se ci alzassimo cinque metri sopra i nostri pensieri e, dall’alto, li guardassimo capendo come sono nati e come si sono imbrogliati tra loro.
Quando si ha una visione distaccata dall’alto, tutto è più facile. Tutto questo serve per vedere meglio la nostra vita e viverla meglio.
Il paradosso? La capacità di isolarsi per essere con tutti.
Maestro Tetsugen
(Tratto da Interviste Immaginarie Lo Zen come purificazione dall’io. A Colloquio con Tetsugen Zendo)
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