
© Matteo 'Piter' Pederzini
Quando la monaca Chiyono studiava lo Zen, per molto tempo non riuscì a raggiungere i frutti della meditazione.
Finalmente, in una notte di luna, stava portando dell’acqua in un vecchio secchio tenuto insieme con una cordicella di bambù.
La cordicella di bambù si ruppe e il fondo del secchio cadde, e in quel momento Chiyono fu liberata!
Per commemorare l’evento scrisse una poesia:
In questo modo e in quello cercai di salvare il vecchio secchio
Poiché la corda di bambù era logora e stava per rompersi.
E poi tutto a un tratto il fondo si staccò e cadde.
Niente più acqua nel secchio.
Niente più luna nell’acqua.
Quali sono i frutti della meditazione che la monaca Chiyono desidera raggiungere?
La ricerca di se stessi e della pace interiore che tutti abbiamo dietro la menta agitata e condizionata.
Cosa rappresenta il vecchio secchio?
La nostra vecchia vita che teniamo insieme con logore cordicelle, le cordicelle dei nostri vecchi schemi e attaccamenti, e dentro il secchio il nostro logoro ego, pallido riflesso della nostra vera vita, del nostro vero essere. Mettiamo pezze da tutte le parti pur di non cambiare. Ma arriva il momento in cui un accadimento più forte, più importante, scuote la nostra vita e i vecchi pensieri vanno in crisi, non riescono più a far fronte alla vita. Arriva il momento dove qualcosa di inspiegabile ci spinge a cercare altro in altro.
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