Percorrendo la Via dello Zen…

23 02 2011

Percorrendo la Via dello Zen, chiunque può superare i condizionamenti e gli attaccamenti dietro cui si nasconde la realtà e immergersi nella Vita attimo dopo attimo, per cogliere la Verità Assoluta e viverla liberamente e creativamente” .

Maestro Tetsugen





Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuovi territori

1 03 2010

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuovi territori, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust). Se lo Zen ha uno scopo è questo.

Maestro Tetsugen





La meditazione Zazen dove porta?

24 02 2010

Se portasse da qualche parte non sarebbe realizzazione del Tutto, ma solo del particolare, e non sarebbe l’interesse dello Zen.

Maestro Tetsugen





La mente non è in grado di creare qualcosa di assolutamente nuovo

15 02 2010

L’unica cosa di cui è capace è mettere insieme una nuova versione della casa utilizzando vecchi cubi. Solo attraverso la meditazione possiamo liberarci da ogni costruzione/costrizione, perché attraverso lo Zazen possiamo essere liberi da pre-concetti che formano i nostri condizionamenti e velano la realtà.

Maestro Tetsugen





Siamo quello che sta succedendo

8 02 2010

Siamo creatori, non spettatori, ma noi vediamo il mondo come fosse uno specchio dove si riflettono la nostra immagine e il nostro agire; come se vivessimo la vita in differenziata e non in presa diretta della realtà. Dobbiamo andare a vivere oltre lo specchio.

Maestro Tetsugen





Nuvole e Carpe

1 02 2010

Vivere con determinazione le proprie scelte

Nei monasteri zen la vita inizia di mattino molto presto, alle tre o alle quattro a seconda che sia estate o inverno. Dopo il rito del lavarsi, i monaci si siedono nel primo Zazen del giorno per circa un’ora e recitano i Sutra del mattino. La colazione, che si chiama Shukuza, è alle sette. Un monaco percuote un gong di ferro a forma di nuvola; i monaci zen vengono anche chiamati Unsui, parola che significa nuvola e vento e si riferisce al non attaccamento, alla transitorietà, all’impermanenza della vita. Al gong risponde il suono di un grande pesce di legno percosso con un martello di legno. Nel Buddismo il pesce in questione è la carpa e lo si trova in numerose storie. Il suo significato è la pazienza e la perseveranza oltre al buon auspicio nella vita.

Tetsugen Serra, Zen (Fabbri editori 2005)

Può sembrare troppo austera la determinazione dei monaci zen, ma ogni persona nella sua vita ordinaria dovrebbe seguire con determinazione la sua Via con la mente leggera come il vento, ma libera come l’acqua di entrare in ogni accadimento senza lasciar snaturare la sua Essenza.

Maestro Tetsugen





Ricorda: non sei un essere unico e solo

25 01 2010

Ricorda: non sei un essere unico e solo, l’intero universo sei tu, tutte le persone sei tu, e se pensi negativo, tutto l’universo può essere influenzato perché sei tu.

Maestro Tetsugen





Maestro Tetsugen, cos’è per lei lo Zen?

19 01 2010

Lo Zen è il piacere di rinascere ancora, rinascere mentre si è ancora in vita, la gioia di tornare alla vera vita. Lo Zen non è un concetto, né una religione, né una filosofia, né uno stile di vita, lo Zen è tutte queste cose se queste sono la vita.

Maestro Tetsugen





Per il 2010 un Augurio d’Essere dal Maestro Tetsugen

14 01 2010

Scrive il Maestro zen Jiso Forzani, presidente della Mission Zen Europea, nel documento “Quale buddhismo. Perché. Per chi. Una proposta europea: “ La civilizzazione occidentale non può uscire dalla crisi globale in cui si trova perché non può uscire da se stessa, non può vedersi dall’esterno, in modo da comprendere quale è il punto cruciale. Si osserva dall’interno e gira a vuoto, come un cane che si morde la coda. Ha bisogno di un punto di osservazione “esterno”, di un osservatore non intrappolato da quel meccanismo, che indichi il punto in cui la strada si è smarrita. Il buddhismo, che si è sviluppato in forme distanti e differenti da quelle emerse all’interno della cultura europea e occidentale, può svolgere questa funzione, perché è contemporaneamente già presente all’interno delle società occidentali ma non ancora inglobato completamente nei loro meccanismi”.

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Che cosa è la consapevolezza e come posso sperimentarla?

11 01 2010

Ogni volta che mangi, sii solo l’atto del mangiare. Quando cammini, sii solo il camminare. Quando lavori, sii solo il lavoro che stai facendo. Quando bevi un bicchiere di acqua, sperimenta se è calda o fredda. Questa è la consapevolezza, ma se pensi a come sarà l’acqua la consapevolezza sarà già scomparsa.

Maestro Tetsugen








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