Come le religioni del Giappone affrontano le tragedie

7 04 2011

Vi proponiamo la traduzione di un articolo dal Belief Blog della CNN.

Statua di un Buddha in Giappone tra le macerie del terremoto dell'11 marzo 2011

© Cnn.com

I giapponesi tendono a non identificarsi con una singola tradizione né a studiare dei testi religiosi.
Brian Bocking, un esperto di religioni giapponesi presso l’università irlandese di College Cork, afferma che il giapponese medio non si converte consapevolmente al Buddhismo fino alla celebrazione di un funerale. Molti giapponesi credono infatti che quello che fanno per i propri avi dopo la morte conti in un certo qual modo. È come se tra le persone vigesse una diffusa credenza nell’esistenza di spiriti ancestrali e probabilmente non è quello che ci aspetteremmo da una società laica come quella giapponese.
Dopo i tragici fatti dell’11 marzo, molti giapponesi hanno trovato rifugio nella religione per piangere i morti da una parte e recuperare quella forza necessaria per ricostruire il paese dall’altra.
Ma per molti giapponesi il senso religioso è molto più complesso di una semplice adesione alle antiche tradizioni del Buddhismo. I giapponesi “mescolano” infatti le credenze e le tradizioni buddhiste con l’antica tradizione scintoista del paese. A tale proposito, John Nelson, Preside della facoltà di teologia all’Università di San Francisco, afferma che i giapponesi passano da una tradizione religiosa all’altra a seconda delle situazioni: per avvenimenti che “celebrano” la vita, si rivolgono ai rituali della tradizione scintoista, mentre di fronte alle tragedie è il Buddhismo il loro punto di riferimento.
Esistono diverse scuole di buddhismo giapponese e altrettante spiegazioni che il Buddhismo offre al perché determinate calamità accadano, dal concetto di karma all’aspetto apocalittico di certe tragedie. Ad ogni modo, laddove il Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islamismo si preoccupano del perché Dio abbia potuto permettere un terremoto, ad esempio, il Buddhismo e lo Scintoismo focalizzano la propria attenzione su come reagire alla tragedia. È molto importante nella vita dei giapponesi, reagire alla tragedia in modo positivo, addirittura con un atteggiamento gioioso.
Nello stesso momento, i monaci del buddhismo giapponese si occupano dei rituali che accompagnano le cerimonie dei funerali, come la cremazione e la sepoltura in un lotto di famiglia.
Si segnala però un atteggiamento disilluso e disincantato di molti giovani giapponesi verso il Buddhismo, dettato a quanto pare dalla diffusa credenza che i monaci approfittino in realtà della situazione drammatica per raccogliere soldi da spendere successivamente per la gestione dei templi e che tutto sommato il loro ruolo non sia poi così utile nella società. «Il terremoto è un’occasione per i monaci buddhisti per dimostrare che la loro figura è ancora di rilevante importanza» afferma John Nelson «i giovani hanno semplicemente smesso di “comprarli” ».





Cadono i fiori di ciliegio

31 03 2011

Ciliegi in fiore durante l'Hanami in Giappone

“Se rifletti su come la vita normale di queste persone sia stata spazzata via improvvisamente, non puoi sottrarti dal contemplare quanto gli esseri umani, così come i fiori, siano transitori”.
(Hiroyuki Yoneta, un pescivendolo di Tokyo)

Statua del Buddha circondata dai ciliegi in fiore in Giappone

© Flickr/Pumchak

L’Hanami è la millenaria e raffinata tradizione giapponese di contemplazione dello splendido spettacolo della fioritura primaverile dei sakura (i ciliegi), da inizio aprile fino a metà maggio. I parchi Maruyama, Ueno e Chidorigafuchi, i castelli di Himeji e Hirosaki sono solo alcune delle 60 famose località dove ogni anno, da Okinawa a Tokyo, un fiume di giapponesi in marcia celebra l’Hanami.
Per i giapponesi l’Hanami è un momento di gioia tinta di tristezza, perché i fiori appassiscono e cadono proprio nella loro massima esplosione di bellezza. I fiori per i nipponici rappresentano un concetto che è centrale nella cultura giapponese: “hakanasa”, un termini di difficile traduzione ma che esprime un senso di transitorietà e fugacità che, comunque, porta con sé anche una fonte di forza.
Mai come quest’anno, quindi, l’Hanami sarà per i giapponesi una celebrazione estremamente commovente.
Quanto accaduto l’11 marzo e il rischio di un disastro nucleare rendono il momento ancor più doloroso e disperante e anche se le reti televisive e radiofoniche nazionali hanno comunque trovato lo spazio per informare il pubblico della marcia dei sakura, è evidente che quest’anno la celebrazione avrà un gusto molto amaro.
L’augurio e che il Giappone e i giapponesi, come i ciliegi, tornino presto a fiorire.





Raccolta fondi per aiutare le vittime del terremoto in Giappone

17 03 2011

Di seguito le informazioni (italiano, inglese, francese) dal Centre Europeen du Bouddhisme Soto Zen di Parigi:

Lettera dal Centre Europeen du Bouddhisme Soto Zen in Francia per raccolta fondi in aiuto del Giappone





Il terremoto in Giappone

15 03 2011

Cari Amici nel Dharma,

non ci sono parole di fronte alla tragedia che ha colpito  il Giappone. Come certo saprete, lo scorso 11 marzo un terremoto di magnitudine 9 ha colpito soprattutto la prefettura di Fukushima nel nordest del Giappone e il conseguente tsunami  ha distrutto città, villaggi e numerosissimi templi lungo la costa causando un numero ancora incalcolabile di vittime anche tra i monaci.
Ora è il momento di  fare ciascuno quanto è possibile, per essere solidali con il popolo giapponese e con tutti i praticanti del Buddha.

Gassho,

Maestro Tetsugen Serra

Piccolo Buddha








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